Un gruppo di giovani professionisti che crede nelle possibilità di questa regione.

Contatti +39 3517668907
Seguici su

fili meridiani Tag

Luglio 2021: un anno di Fili Meridiani, un anno di connessioni, di vera e propria ‘tessitura’ del territorio attraverso una serie di relazioni sul territorio che hanno portato, anche in un anno di nuovo difficile come il 2021, a nuovi incontri, confronti, progetti.Da qui arriva Instaruga: un progetto che nasce

La kucupë pasquale Nella settimana che precede la Pasqua, a Carfizzi (provincia di Crotone) le case si colorano di rosso. È ora infatti che avviene la preparazione delle kucupët (le cuzzupe), un dolce tipicamente pasquale diffuso in tutta la Calabria e che è caratterizzato dalla presenza di uova sode, colorate di rosso,

Il Pensiero Meridiano di Ursula Basta “Occorre restituire al Sud l'antica dignità di soggetto del pensiero, interrompere una lunga sequenza in cui esso è stato pensato solo da altri. Il pensiero meridiano è, innanzitutto, riformulazione dell'immagine che il Sud ha di sé: non più periferia degradata dell'impero, ma nuovo centro di un'identità

Moti i madh: il "Tempo Grande" arbëreshë candidato a Patrimonio Unesco di Ursula Basta   A Gennaio siamo stati a Cosenza, ospiti del prof. Francesco Altimari, Presidente della Fondazione "F. Solano" e professore di lingua e letteratura albanese presso l’Università della Calabria, per parlare di “Moti i madh”. Moti i madh Un grande e importante progetto,

"La progettazione è un atto politico"- [Vincenzo di Maria] di Ursula Basta   Progettare è studiare le possibilità relative a un'idea. Dal latino proiectare, letteralmente gettare in avanti, questa è una parola che guarda al futuro: proietta una visione, nel senso più trasversale del termine, dall'architettura al design, alla semplice volontà di pianificare.

Turismo esperienziale: se non ora quando? di Fabio Spadafora La pandemia in atto ha rallentato il ritmo cardiaco delle nostre vite. Possiamo dire che da quella che era una 'tachicardia quotidiana' siamo passati ai battiti di Fausto Coppi (che si dice ne avesse 36 al minuto, a riposo). Rallentare ci ha portato